WTI ANCORA DEBOLE A CAUSA DEGLI SVILUPPI SUL LATO DELL’OFFERTA



L’Opec+ ha posticipato a sorpresa il proprio meeting per decidere la politica di produzione al 30 novembre. L’Arabia Saudita si lamenta che gli altri membri non fanno la loro parte sui tagli alla produzione.


Pare che Riyadh minacci di revocare la sua riduzione unilaterale da 1 milione di barili al giorno.


Con domanda in calo (la scorsa settimana le riserve Usa sono arrivate a 448 milioni, +8,7 milioni) e forte aumento dell’export Usa è probabile che i paesi produttori cerchino di massimizzare gli interessi personali, attenuando il rischio di riduzione dell’offerta.

 

Il WTI cede l’1.42% a 75.74 usd. Il mercato è sotto tutte le medie cicliche, dalla giornaliera fino alla annuale, con RSI negativo da M15 in su. Dll’inizio del mese cede il 7.5%.

 

Graficamente, il rimbalzo dal supporto a 72.60 non è sufficiente per dar credito a una possibile ripartenza al rialzo. A tal fine, occorrerebbe una seria conferma del supporto di brevissimo a 75.50. Al di sotto, infatti, aumentano i rischi al ribasso e si apre la possibilità di vedere nuovi minimi in area 71.40.

 

Viceversa, un movimento sostenuto sopra area 75.50/76.75 suggerirebbe, da qui al meeting dell’OPEC+, la possibilità di un’estensione del recupero in direzione del supporto mensile violato il 07/11, compreso fra 79.59 e 80.56.

 

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